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Tecnologia Industriale
Primo equipaggiamento
Festa grande alla VHIT a Offanengo per i 100 anni di Bosch in Italia,
all’insegna del motto “ Bosch :un secolo di futuro “


L’orgoglio di appartenere al Gruppo Bosch
“Porte Aperte” a tutti i dipendenti e a molti ospiti
OFFANENGO (Crema) – Sabato, 15 maggio 2004, è stata una giornata memorabile per tutti gli invitati, in particolar modo per i dipendenti di VHIT S.p.A. (Gruppo Bosch), riunitisi nello stabilimento di Offanengo, per festeggiare un evento “secolare”, nel vero senso della parola: i 100 anni di Bosch in Italia, ricordati contemporaneamente anche in altre sedi del Gruppo Bosch, a Milano presso la Robert Bosch S.p.A., a Cernusco sul Naviglio presso la Bosch Rexroth S.p.A. e a Modugno (Bari), presso la Tecnologie Diesel e Sistemi Frenanti S.p.A., tutti all’insegna del motto “ Bosch: un secolo di futuro”.

Per condividere la gioia di questa ricorrenza, sono giunti, oltre ai dipendenti, molte Autorità locali e vari ospiti : l’On. Andrea Gibelli, Gabriele Patrini, Sindaco di Offanengo, la Signora Bianchessi, Vicesindaco, molti Assessori del Consiglio Comunale di Offanengo, Gianni Rossoni, Consigliere Regionale, Girolamo Romano, Maresciallo della Stazione dei Carabinieri di Romanengo, Ernesto Cabrini, Direttore Associazione Industriali di Cremona, Alessandro Cantoni, Presidente Ente Fiera di Offanengo, il Professor Giovanni Degli Antoni, Coordinatore Dottorato di Ricerca in Informatica Università di Milano, presente a Crema.

I vertici della VHIT S.p.A. erano al completo: Giovanni Marotta, Direttore Generale, Oronzo Marzulli, Responsabile Relazioni con il Personale, Leonardo Cadeddu, Responsabile Ricerca e Sviluppo. Il raduno dei dipendenti e delle loro famiglie ha visto un afflusso di oltre 600 persone, tutte intervenute per rendere omaggio ai 100 anni di presenza in Italia della multinazionale tedesca che, fondata in Germania nel 1886 da Robert Bosch, proprio nel 1904 approdò in Italia, quando alla società Dénes und Friedmann, che dal 1899 deteneva già la rappresentanza dei prodotti Bosch per l’Austria e l’Ungheria, venne concessa anche quella per l’Italia: nel 1904 si aprì a Milano, in Via Principe Umberto 4, una filiale di vendita con officina.

Oggi, il Gruppo Bosch è presente in Italia, con un totale di oltre 3.500 dipendenti e con le seguenti società: Robert Bosch S.p.A. - Milano(circa 470 dipendenti), Tecnologie Diesel e Sistemi Frenanti S.p.A. - Modugno, vicino a Bari (circa 1.750 dipendenti), Centro Studi Componenti per Veicoli S.p.A. – sempre a Modugno (circa 130 dipendenti), Vacuum & Hydraulic Products Italy S.p.A. – Crema/Offanengo (circa 470 dipendenti), Bosch Rexroth S.p.A. - Cernusco sul Naviglio(circa 490 dipendenti), Aresi S.p.A. – Brembate (circa 100 dipendenti), Bosch Security Systems S.p.A. – Milano (circa 20 dipendenti), Buderus Italia s.r.l. – Milano (circa 67 dipendenti), a cui si aggiunge la partecipata Bosch Siemens Elettrodomestici S.p.A. – Milano (circa 35 dipendenti).

Per quanto riguarda l’area cremasca, il Gruppo giunse a Crema nel 1996, quando acquisiva da Allied Signal Automotive Italia l’attività dei sistemi frenanti, costituiti da comandi freno, freni, pompe a vuoto.

Oggi la VHIT S.p.A. è una società industriale, con circa 470 dipendenti, distribuiti tra Crema (circa 170) e Offanengo (circa 300). L’importanza che il Gruppo Bosch attribuisce alla VHIT S.p.A. è sottolineata dal fatto che quest’ultima sia il Centro di Competenza Mondiale per la Ricerca, la Produzione e la Commercializzazione di pompe a vuoto per autoveicoli – grazie anche agli investimenti significativi messi in atto negli ultimi anni. Oggi la VHIT S.p.A. detiene il 25% del mercato europeo (1999, circa 15%), con l’obiettivo ambizioso di raggiungere entro il 2006 la quota di circa il 35%. Giovanni Marotta, Direttore Generale, durante il discorso tenuto nel corso della manifestazione celebrativa, ha affermato:“Questo impegno ha consentito di rilanciare l’Azienda, che oggi si pone a livelli di avanguardia in Europa, sia in termini di eccellenza della produzione, sia in termini di risultati e che può, a buon diritto, essere considerato elemento di arricchimento e di stimolo per il tessuto industriale, economico e sociale del nostro territorio”.

Giovanni Marotta ha continuato, nel ricordare i 100 anni di presenza di Bosch in Italia : “Cento anni or sono, fu lo stesso Robert Bosch che decise di dare fiducia al mercato italiano e non fu deluso; infatti, nel 1922, commentando l’andamento delle sue attività in Italia, Robert Bosch diceva:”Qui gli affari vanno in modo eccellente”. “Mantenere questa presenza di successo”, aggiunge Marotta, “nel corso dei decenni, è stato un grande impegno, una responsabilità, ma anche una grande soddisfazione per tutti coloro che vi hanno contribuito”.

I dipendenti tutti hanno, quindi, partecipato all’evento, anche con un giustificato orgoglio di appartenere al Gruppo Bosch. E ne hanno tutti i motivi.

Sono orgogliosi di sapere che fu proprio Robert Bosch a costruire nel 1887, a un anno dalla costituzione di una piccola Officina di Meccanica di Precisione a Stoccarda nel 1886, il primo magnete d’accensione a bassa tensione per un motore a gas fisso. Un passo importante si compì nel 1897, quando Robert Bosch applicò per la prima volta con successo in un’automobile l’accensione magnetica, proposta a Daimler, a cui seguirono molte altre Case automobilistiche.

I dipendenti possono essere fieri di ricordare che fu proprio Robert Bosch a realizzare nel 1902 l’accensione magnetica ad alta tensione con candele, che fu un successo mondiale, giunto sino a giorni nostri.

I dipendenti possono vantare di appartenere a quell’Azienda, che nel 1927 produsse di serie per la prima volta al mondo pompe ad iniezione per motori diesel, nel 1928 il primo elettroutensile, nel 1933 il primo frigorifero per uso domestico in Europa, nel 1951 la prima pompa ad iniezione benzina per motori per autoveicoli, nel 1967 il primo sistema d’iniezione a benzina Jetronic, nel 1976 la prima sonda Lambda.

Ma non è tutto: i dipendenti sono orgogliosi di appartenere al Gruppo Bosch, che nel 1978 introdusse per la prima volta al mondo il Sistema Antibloccaggio ABS per autovetture, che nel 1979 – sempre per prima al mondo – produsse in serie Motronic, il sistema digitale per il controllo dell’accensione dell’iniezione a benzina, che nel 1986 presentò di serie il primo Sistema di Regolazione Antipattinamento in Accelerazione ASR e che, sempre nel 1986, introdusse sul mercato la prima iniezione elettronica diesel.

La soddisfazione dei dipendenti può continuare senza sosta sino ai giorni nostri: si attribuisce sempre a Bosch il primo sistema di navigazione TravelPilot per autovetture del 1989, l’introduzione nel 1995 del primo Sistema Elettronico di Stabilità al mondo ESP, noto anche come sistema antisbandamento, l’avvio nel 1997 della produzione in serie dei sistemi iniezione diesel ad alta pressione, tra cui il ben noto Common Rail, l’inizio nel 2000 della produzione in serie del primo Adaptive Cruise Control (ACC), noto come radar di distanza, nonché, sempre nel 2000, l’inizio della produzione in serie del primo sistema ad iniezione diretta di benzina DI-Motronic.

Una storia di orgoglio, basata su continue nuove realizzazioni. “ Mai essere paghi dei traguardi raggiunti, ma cercare di migliorarli attraverso nuove conquiste “, era uno dei motti di Robert Bosch. I dipendenti della VHIT S.p.A. non possono dimenticare che negli autoveicoli di oggi si nasconde un “ mondo di Bosch “ e che nessuna automobile avrebbe potuto mettersi in moto, se Robert Bosch non avesse inventato il primo magnete d’accensione, “ l’invenzione delle invenzioni “, come lo definì a suo tempo Karl Benz.

Oggi, il marchio Bosch è noto in tutto il mondo per la sua ampia e diversificata produzione ed è ovunque sinonimo di molti settori produttivi – di Tecnica per Autoveicoli, di Tecnica dell’Automazione, di Tecnica d’Imballaggio, nonchè di Elettroutensili, Termotecnica, Elettrodomestici, Sistemi di Sicurezza e Reti a Banda Larga.

Oggi, il Gruppo Bosch, che all’inizio del 2004 impiegava complessivamente circa 230.000 dipendenti, ha realizzato nel 2003 un fatturato di 36,4 miliardi di euro, annoverandosi tra le maggiori imprese industriali delle Repubblica Federale di Germania. Il Gruppo è presente al mondo con 258 tra filiali e joint ventures, situate in oltre 50 paesi. 249 siti produttivi, di cui 185 al di fuori della Germania, sottolineano l’internazionalità del Gruppo. Un ruolo chiave è svolto anche dalle circa 11.000 officine Bosch, presenti in 130 paesi al mondo.

Ogni giorno, quando i dipendenti della VHIT S.p.A. – Gruppo Bosch – iniziano il loro lavoro, sono consapevoli di dare anch’essi quotidianamente il loro contributo ad una Azienda, che ha sempre precorso i tempi. Il motto creato per i suoi 100 anni in Italia, “Bosch: un secolo di futuro” , non poteva essere più appropriato, perché dall’inizio della sua attività ai giorni nostri, per Bosch sono sempre stati prioritari la Ricerca e lo Sviluppo, che le hanno consentito di realizzare moltissime innovazioni, spesso giunte sul mercato per la prima volta al mondo. Nella Ricerca e Sviluppo, Bosch investe ogni anno consistenti somme, che nel 2003 sono ammontate a circa 2,7 miliardi di euro, corrispondenti a ben il 7,3 per cento del fatturato totale. Anche grazie all’entità di questi investimenti, Bosch ha potuto arrivare nel 2003 alla cifra record mai raggiunta sinora di ben 2.748 brevetti presentati in un anno. Particolarmente significativa è la quantità di brevetti sfornata nel campo della Tecnica per Autoveicoli, dove Bosch si colloca al Numero Uno, non solo presso l’Ufficio Brevetti in Germania e in Europa, ma anche in USA.

Da ultimo, è opportuno sapere che Robert Bosch intese la sua Azienda anche come organismo, il cui compito era quello di attribuire molta importanza al dipendente. Ne è la prova la sua lungimiranza nell’aver anticipato i tempi, non solo nel campo tecnologico, ma anche in quello sociale; infatti, già nel 1906 Robert Bosch introdusse la giornata lavorativa di otto ore e nel 1910 il sabato pomeriggio libero ed un Regolamento per le ferie. Con queste iniziative, Robert Bosch precorse proprio i tempi, se si tiene conto che in Germania la giornata lavorativa di otto ore fu istituzionalizzata dalla Costituzione della Repubblica di Weimar soltanto nel 1919.

La cura dell’aspetto umano si è tradotto per il Gruppo Bosch nella sua costituzione giuridico-sociale. Dal giugno 1964, Bosch fa parte delle maggiori Fondazioni Industriali della Repubblica Federale di Germania: oggi, la Robert Bosch Stiftung GmbH (Fondazione Robert Bosch s.r.l.) possiede il 92% del capitale sociale della Robert Bosch GmbH (s.r.l). Il testamento di Robert Bosch è alla base del suo statuto. La Fondazione amministra il patrimonio della società, nell’ottica dell’interesse collettivo, ed impiega i propri dividendi, provenienti dagli utili della Robert Bosch GmbH, per iniziative di interesse pubblico. Sino alla fine del 2002, sono stati investiti circa 580 milioni di euro per scopi di pubblica utilità, con particolare attenzione alla cura della salute e agli aiuti umanitari, alla comprensione tra i popoli, all’istruzione e all’educazione, all’arte, alla cultura nonché alle scienze spirituali, naturali e sociali.

L’orgoglio di appartenere al Gruppo Bosch ha ragione d’essere, così come i dipendenti della VHIT S.p.A. hanno dimostrato ieri, sabato 15 maggio 2004, con l’entusiasmo di partecipare tutti ai festeggiamenti per i 100 anni di Bosch in Italia. Il programma ha previsto la visita della fabbrica, uno spettacolo di Diego Parassole (Zelig), la premiazione di 11 dipendenti, che nel corso dell’anno 2003 hanno fornito i suggerimenti più apprezzati, per migliorare la produzione. I festeggiamenti si sono conclusi con un brindisi e un taglio di torta, enorme, al centro della quale spiccava la scritta “Bosch : un secolo di futuro”, rimasta sino alla fine della manifestazione intatta, a conferma che altrettanto intatto rimarrà ancora a lungo l’impegno di Bosch, volto a proiettare sempre ed incessantemente la sua attività verso il futuro.

Allegate foto Bosch per la Stampa

Didascalia foto Bosch per la Stampa: Giovanni Marotta

Giovanni Marotta, Direttore Generale VHIT S.p.A.(Gruppo Bosch), con sede a Crema e stabilimenti a Crema e a Offanengo.


Didascalia foto Bosch per la Stampa

Stabilimento VHIT S.p.A. a Offanengo, vicino a Crema.


Didascalia foto Bosch per la Stampa 3-10030

Robert Bosch (1861 – 1942) visitava già nel 1890 i suoi clienti in bicicletta.


Didascalia foto Bosch per la Stampa 3-10087

Il primo magnete d’accensione

Nell’estate del 1887 un costruttore meccanico andò da Robert Bosch e gli chiese di realizzare un magnete a bassa tensione.

“Costruì l’apparecchiatura che presentai poi a Gottlieb Daimler, quale produceva proprio a quei tempi a Cannstatt il cosiddetto motore veloce ad esplosione per macchine fisse. Il motore funzionava a 600 giri.
Dopo la fornitura del primo magnete, ne realizzai subito altri tre, che furono acquistati per scopi sperimentali dalle fabbriche di motori a gas esistenti a quei tempi, le quali avevano l’intenzione di costruire motori a benzina.”
Dalle memorie di Robert Bosch

Il primo magnete Bosch fu fornito l’8 ottobre 1887 al prezzo di marchi tedeschi 216,50.


Didascalia foto Bosch per la Stampa 3-10110

Manifesto con la candela Bosch di Lucien Bernhard del 1926.
Nel 1902, Bosch fornì la prima accensione magnetica ad alta tensione e le prime candele d’accensione, dando così un impulso decisivo allo sviluppo dell’automobile.


Didascalia foto Bosch per la Stampa 3-10099

Alla Fiera di Lipsia del 1933, operatori e pubblico ammirarono con stupore l’apparecchiatura che Bosch propose per la prima volta come soluzione al problema della conservazione dei cibi: un tamburo come frigorifero, della capacità di 60 litri, funzionante già con la tecnica del compressore, d’avanguardia per quei tempi. Da allora si schiuse la strada all’adozione nelle famiglie di questo utilissimo elettrodomestico: il frigorifero si identificò in tutto il mondo con il nome Bosch.

Nella foto: il primo frigorifero Bosch in una cucina nel 1933.


Didascalia foto Bosch per la Stampa 2-CS-12390

ABS: una storia di successo

Dietro a tre lettere dell’alfabeto si racchiude una grande storia di successo di Bosch: nel 1978, Bosch è stata la prima azienda al mondo a presentare l’ABS di serie, costituito da un blocco idraulico, in cui erano integrate le valvole servomotore, nonché da una centralina elettronica. La foto mostra la parte idraulica separata, l’elettronica ed il coperchio, elementi che nel montaggio finale vengono raggruppati in un unico blocco. Oggi, l’ABS è diventato una dotazione standard nei nuovi autoveicoli nell’Europa Occidentale. Bosch, che ha rivestito un ruolo pionieristico per questo sistema di sicurezza, ha fornito sino ad oggi oltre 100 milioni di ABS.


Didascalia foto Bosch per la Stampa 2-DS-12398

Nuova generazione Common Rail di Bosch

Si è dato il via alla produzione in serie della terza generazione Common Rail di Bosch: con i suoi iniettori piezo-inline, questa nuova generazione offre una maggiore possibilità di adattamento dei sistemi d’iniezione al motore diesel. In questo modo, le Case automobilistiche possono stabilire il limite desiderato ottimale per quanto riguarda il consumo, la potenza, le emissioni e la silenziosità.


Didascalia foto Bosch 1-DS-11669

Iniezione diesel di Bosch

Soltanto con le pompe d’iniezione e con gli iniettori diesel Bosch, prodotti in grandi serie dal 1927, si poterono realizzare in modo economico piccoli motori diesel per autoveicoli.
Oggi i sistemi d’iniezione ad alta pressione, quali pompa di distribuzione, Unit Injector oppure Common Rail, rendono i motori diesel economici, puliti e potenti.


Didascalia foto Bosch per la Stampa 2-GS-12399

Controllo delle valvole d’iniezione da parte di Bosch

Per ridurre ulteriormente il consumo e le emissioni da parte dei moderni motori a benzina, la Robert Bosch GmbH ottimizza anche le sue valvole d’iniezione. La polverizzazione del carburante da parte delle valvole d’iniezione viene controllata con l’ausilio di una tecnica di misurazione al laser senza contatto.


Didascalia foto Bosch per la Stampa 2-EW-12412

"IXO" Bosch sostituisce il vecchio cacciavite: il primo handy drill a batteria con tecnologia al Litio
Il nuovo handy drill “IXO” Bosch è sorprendentemente compatto e leggero, grazie alla sua forma ergonomica a pistola. E’ ideale per tutti i piccoli lavori di avvitamento e di assemblaggio, da realizzarsi in casa, per i quali “ IXO “ si sostituisce al tradizionale cacciavite manuale. Grazie al suo ridottissimo peso, di soli 300 grammi, anche la mano più esile è in grado di utilizzarlo senza far fatica, per serrare le viti di uno scaffale o di una bicicletta.


Didascalia foto Bosch per la Stampa 2-BR-12408

Bosch Rexroth AG collabora nella costruzione dell’Airbus A380

Oltre le nuvole: l’Airbus A380 sarà il primo aereo per il trasporto civile a due piani, che nel 2006 effettuerà il suo primo decollo per un volo a lunga distanza. Bosch Rexroth AG collabora nella costruzione di questa classe di velivoli top nel campo dell’aeronautica. A Bosch Rexroth è stata affidata la costruzione e l’applicazione di tre apparecchiature di montaggio per le ali, ciascuna delle quali è lunga 60 metri e alta 12 metri.


Didascalia foto Blaupunkt per la Stampa 1-CM-12341

“Navigazione per tutti” con “TravelPilot E1” di Blaupunkt

Con TravelPilot E1, Blaupunkt ha realizzato un sistema di radio-navigazione di nuova concezione che – grazie al modo d’impiego molto semplice, a precise indicazioni sul percorso, ad un’ autoradio dalla tecnologia più volte apprezzata e ad un sistema CD ben dotato – fissa nuovi parametri di confronto. L’apparecchio offre, infatti, un rapporto eccezionale prezzo-prestazioni senza precedenti in questo settore e si adatta perfettamente ai vani a norma DIN predisposti nei cruscotti di tutti i tipi più diffusi di autoveicoli.


Didascalia foto Bosch per la Stampa 3-10044

Fondazione Robert Bosch

Robert Bosch si era fatto costruire nel 1910, sulle alture di Stoccarda, un edificio per sé e per la sua famiglia. Oggi è questa la sede della Fondazione Robert Bosch (Robert Bosch Stiftung GmbH). “E’ mia intenzione alleviare tutte le pene di primaria necessità, soprattutto di sostenere le forze morali, spirituali, nonché la salute dei popoli”, così formulò Robert Bosch nel 1935 il leitmotiv della sua Fondazione. In tal senso, la Fondazione promuove la salute, il benessere, la formazione e l’educazione, nonché l’arte e la cultura, le scienze naturali, spirituali e sociali e, soprattutto, la comprensione tra i popoli.

Per la Stampa:
Robert Bosch S.p.A.
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Per il pubblico:
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