La
storia delle candele è lunga quanto quella dell'automobile.
Bosch risolse il problema dell'accensione del motore a benzina
ideando il magnete ad alta tensione ma, successivamente, fu
necessario sviluppare candele in grado di garantire sufficiente
affidabilità. Si trattava, comunque, di far funzionare
un motore che al massimo girava a 1.200 giri/min., con un rapporto
di compressione molto basso ed in grado di erogare non più
di 5-6 cavalli. Oggi un motore sportivo raggiunge i 9.000 giri/min.,
con temperature in gioco nettamente superiori e potenze che
si misurano in...centinaia di cavalli. Per agevolare la vendita
di magneti, nel 1902 Bosch iniziò a Bamberg la produzione
delle candele. Nel 1918 venne inaugurata la fabbrica di "isolite"
a Feuerbach. Già nel 1970 si raggiunse il primo miliardo
di candele prodotte per il primo impianto e per il ricambio.
Un importante fattore che parla di progresso è la durata.
Le prime candele percorrevano al massimo 1.000 Km.; successivamente
il traguardo dei 10.000 Km pareva già il massimo ottenibile.
Oggi buona parte delle Case auto indica intervalli di sostituzione
dai 30.000 ai 100.000 chilometri!
COME
NASCE UNA CANDELA
Il processo di produzione di una candela Bosch è del
tutto automatizzato e questo garantisce elevatissimi standard
di qualità e precisione, grazie anche all'ausilio del
CAD (Computer Aided Design) introdotto nel 1992. La base di
partenza sono vari semilavorati tra cui l'isolante, l'elettrodo
centrale, il perno di fissaggio e il corpo metallico, che alla
fine verranno assemblati tra loro. Per ottenere l'isolante
si parte dall'ossido d'alluminio, che viene fuso nella forma
tipica del corpo della candela e che raggiunge l'aspetto finale
grazie ad una serie di lavorazioni in successione. La produzione
del perno di fissaggio parte invece da un barretta che
riceve una filettatura superiore e una particolare lavorazione
nella zona centrale, per la massima "presa" della
pasta di fissaggio. Il corpo metallico parte anch'esso
da una barra che, tagliata e pressata a freddo in cinque successivi
passaggi, arriva alla forma finale con tanto di esagono. Il
semilavorato viene poi filettato, ripulito e completato con
l'elettrodo (o gli elettrodi) di massa e la punzonatura di marchio
e scritte. Il tutto subisce anche un processo di nichelatura,
per evitare la corrosione. E veniamo ora all'assemblaggio
finale della candela, una fase delicata e di grande precisione.
All'interno dell'isolante si inserisce l'elettrodo centrale
bimetallico (es. lega all'Yttrium con inserto in rame) e con
l'utilizzo di diversi tipi di "paste" (di contatto,
sigillante, e resistiva) si fissa il perno centrale. Dopo aver
serigrafato la scritta Bosch, l'isolante viene riscaldato, per
ottenere l'aspetto che tutti conosciamo. L'ultimo passaggio
è l'accoppiamento tra isolante ed corpo metallico, ottenuto
per pressatura di quest'ultimo con interposizione di una guarnizione
di tenuta. Si procede poi a completare la candela con il raccordo
SAE superiore, con la guarnizione di tenuta e con la regolazione
esatta della distanza elettrodi.
UNA GAMMA COMPLETA
La gamma delle candele Bosch è particolarmente ampia,
comprende infatti oltre 2.500 diverse esecuzioni. Per semplificare
il compito agli addetti ai lavori sono offerti però "programmi
ridotti" in grado di soddisfare la maggior parte del circolante.
Con soli 12 codici di Bosch Super 4, ad esempio,
si copre il 90% del circolante. Questa candela è caratterizzata
da quattro elettrodi di massa e da quello centrale appuntito
e argentato. Si basa sulla tecnica della "scarica semisuperficiale",
che evita le mancate accensioni causate da imbrattamento e facilita
l'eliminazione dei depositi carboniosi. Altrettanto innovative
sono le Bosch Super Plus; la loro caratteristica principale
risiede nell'utilizzo di una speciale lega all' Yttrium
per l'elettrodo centrale. Questo metallo consente una vita più
lunga alla candela e soprattutto un funzionamento regolare del
motore, con un minor tasso di emissioni. Già presente
nel primo equipaggiamento dallo scorso anno, la nuova candela
all'Yttrium è disponibile oggi anche per il mercato del
ricambio.