Per offrire agli autoriparatori ricambi, attrezzature di diagnosi, corsi di
formazione, informazioni tecniche e anche pubblicità-promozione per la rete
PuntoPro, GAUI dispone di un’organizzazione di prim’ordine.
Al timone, un manager qualificato come Diego Belmonte, da poco nominato
Direttore Generale e Commerciale, che vanta una lunga esperienza nel settore
dell’aftermarket. Al suo fianco, Simone Guidi, incaricato dello sviluppo della
rete e supportato da tre area coach. A Diego Belmonte e a Giulio Graziano (Key
Account Manager Bosch dedicato al supporto del Gruppo GAUI), la redazione di
Formula ha rivolto alcune domande relative al mercato dell’autoriparazione.
Quali sviluppi prevedete per i gruppi?
D. Belmonte: “Negli ultimi 20 anni molti
ricambisti e distributori, per ottenere
migliori condizioni, si sono uniti dando
vita a vari gruppi di acquisto sia nazionali
che internazionali. A una prima fase
aggregativa è seguita la necessità di creare
diversi network di officine indipendenti,
completando di conseguenza l’offerta
di ricambi con servizi aggiuntivi. Nei
prossimi anni prevedo che si assisterà ad
un’aggregazione anche a livello di gruppi
nazionali e internazionali, per far fronte ai
sempre più cospicui investimenti richiesti
dalla competitività del mercato”.
G. Graziano: “Nel settore dei ricambi auto, la
filiera distributiva italiana ha la particolarità
di essere lunga, frazionata e anche votata
all’indipendenza. Nel prossimo decennio,
l’intervento di gruppi stranieri influirà
sulle attuali regole del gioco, mettendo
in difficoltà le aziende meno strutturate
che dovranno sempre di più prevedere
l’ingresso in un gruppo, per far fronte
alle difficoltà di marginalità e per puntare
maggiormente alla fidelizzazione volta alla
crescita delle officine e, di conseguenza,
di chi le coordina”
Quali sviluppi prevedete per GAUI?
D. Belmonte: “GAU Italia sostiene, da tempo,
l’idea dell’aggregazione e recentemente
ha intrapreso dialoghi con altri gruppi
nazionali, perseguendo la politica delle
alleanze per poter meglio competere con
le case auto e con le reti fast-fit.
Attori, questi, capaci di modificare gli
equilibri del mercato della distribuzione
rendendo necessari, di conseguenza,
importanti investimenti e forti capacità
organizzative, tra l’altro in un contesto
economico mondiale sempre più difficile.
GAU Italia è in crescita e, forte delle
esperienze maturate a livello di gruppo
internazionale, sta investendo - con alleanze
- a livello di strategie - modelli organizzativi,
iniziative di marketing, logistica, eccetera”.
G. Graziano: “Visti i risultati a oggi raggiunti,
prevedo per GAUI sviluppi importanti.
Per il terzo anno consecutivo, ad esempio,
TopGarage (la rete transalpina di officine
GAU) è stato eletto miglior network
in Francia. In Italia, la rete si prepara
oggi, dopo circa 10 anni di attività, ad
affrontare una nuova sfida: elevare il livello
qualitativo delle officine PuntoPro tramite
una serie di servizi tecnici, gestionali e di
comunicazione che, associati a campagne
promozionali per automobilisti, faranno
giocare queste officine alla pari con
quelle delle case auto”.
Come interpretate l’attività delle case
auto?
D. Belmonte: “Le case auto rappresentano
uno dei reali competitor con cui condividere
il futuro. Sono già molto organizzate e
completeranno ulteriormente la propria
offerta, divenendo sempre più attrattive
anche nell’ambito della manutenzione.
Il futuro non sarà per tutti, ma riserverà
grandi soddisfazioni a chi saprà organizzarsi
per tempo”.
G. Graziano: “Come un esempio da seguire.
Nello scenario attuale la diversificazione
dell’offerta rappresenta, infatti, un
importante elemento di successo per i
network indipendenti perché l’automobilista
ha la necessità di un unico interlocutore
per tutte le proprie esigenze. La vera chiave
del successo, nel campionato del mercato
dell’autoriparazione, è l’evoluzione da
artigiano a imprenditore…”.