Poche sono le aziende in grado di sviluppare, testare
e produrre un completo sistema frenante. Bosch è tra queste e, oggi, è fornitore
leader delle principali case auto. Un gruppo di operatori del nord-est ha
visitato gli impianti Bosch situati in Francia.
Centri di studio,
prova e produzione raramente aprono le porte a visitatori ma, in occasione
di una speciale iniziativa del Bosch Concessionario Tecnoricambi di Udine,
un gruppo di circa trenta autoriparatori italiani ha potuto, tra i primi,
toccare con mano la realtà di tre distinte strutture Bosch situate
in Francia, che rappresentano i centri di competenza per lo sviluppo,
il collaudo e la produzione dei componenti frenanti. In questo settore,
l’attività Bosch è completa e si articola su tre diverse
linee di prodotto: gruppi completi di freni a disco e a tamburo, trasmissioni
idrauliche (pompe freni, servofreni, cilindretti, eccetera) e dispositivi
di controllo della stabilità (ABS, ASR, ESP).
Il centro ricerche Bosch a Drancy
Mercoledì 12 maggio
Il viaggio nel cuore del “frenante” Bosch inizia con la visita
al Centro Ricerche di Parigi–Drancy. Il gruppo, con alla testa Paolo
Gheller (responsabile vendite Tecnoricambi), ha assistito a una
presentazione - condotta da un pool di ingegneri guidati da Pierre
Giafferi - sulle metodologie di studio impiegate da Bosch, da
cui è chiaramente emersa l’importanza del concetto di “sistema
frenante”. E’ stato infatti evidenziato come Bosch si proponga,
alle case auto, quale fornitore di sistemi completi, accollandosi la responsabilità
dello studio e dello sviluppo di un completo impianto frenante, adeguato
ed equilibrato. Solo così si può essere certi della bontà
del risultato finale, dato che l’assemblaggio di componenti provenienti
da diversi fornitori spesso evidenzia limiti superabili solo con lunghi
e complessi interventi di messa a punto. La visita dei clienti Tecnoricambi
è proseguita con l’osservazione di alcune prove come quelle
di rumorosità dei componenti (al banco e in apposita camera insonorizzata)
o di resistenza all’usura o alle alte pressioni.
La visita agli impianti di produzione di
Angers.
Un esempio riferito alla prove delle pinze: un disco freno lanciato a
oltre 200 km/h veniva bloccato applicando forze sino a 5 volte superiori
a quelle sviluppate, anche in caso di frenata d’emergenza, sul veicolo.
Il tutto ininterrottamente, per circa 15.000 cicli. Ogni prova è
registrata su PC, in modo che i ricercatori possano, poi, analizzarne
i tracciati alla ricerca di eventuali anomalie. Al momento della visita
erano almeno otto le prove in corso, su componenti dalle caratteristiche
diverse. La sera, il gruppo ha cenato a bordo di un caratteristico battello-ristorante
che ha permesso di ammirare Parigi dalla Senna.