
Bosch sviluppa motori elettrici ad alte
prestazioni che
erogano fino a una
potenza di 50 kW e che possono essere
integrati
nella trasmissione di un veicolo
ibrido
Ad assicurare la mobilità individuale del futuro sarà
sempre l’automobile. Un’affermazione, questa, che può
apparire scontata, ma il fatto è che ancora non è
chiaro come ciò realmente avverrà.
Forti aspettative che
investono l’intero settore
automobilistico, nuove
tecnologie e la visione di una
mobilità priva di emissioni
fanno sì che l’elettromobilità
sia, oggi, vicina come mai lo
è stata. A questo proposito, Bernd Bohr
(Chairman Automotive del Gruppo Bosch)
ha dichiarato, in giugno: “Bosch sta sostenendo
ingenti investimenti per rendere questa visione
una realtà concreta”. Infatti, Bosch è impegnata
ad offrire all’industria automobilistica tecnologie
per una rapida diffusione della propulsione
elettrica, anche se continua nello
sviluppo dei motori benzina e diesel,
che ritiene dotati di un considerevole
potenziale per l’ulteriore
riduzione di consumi ed
emissioni. “Ci concentreremo sul
primo aspetto, senza tralasciare
il secondo,” ha proseguito Bohr “e
i nostri ingegneri stanno riducendo i
consumi di un terzo, per rendere possibile una diminuzione
delle emissioni di CO2 delle auto diesel a meno di 99 g/km”.
Entro il 2015, più di 60 città in tutto il mondo avranno una
popolazione di oltre 5 milioni di abitanti.

L’auto elettrica
appare dunque come la soluzione ideale per la mobilità
individuale in queste megalopoli e avrà più probabilità di
successo nelle regioni asiatiche ad alta densità demografica
e in alcune città dell’Europa e dell’America. “Per il 2015,
prevediamo volumi di vendita pari a 500 mila veicoli elettrici
all’anno” ha affermato Bohr “e per raggiungere
un simile obiettivo è necessario migliorare
considerevolmente le prestazioni di questi
veicoli, riducendone
contestualmente
i costi”. Ciò
significa,
innanzitutto,
una maggiore
quantità
di energia
a bordo. Per
coprire una distanza
di 200 km,
un veicolo elettrico
necessita di batterie con
capacità di circa 35 KW/h e
di un consumo energetico ottimizzato. Con le attuali tecnologie, una batteria agli ioni di
litio in grado di immagazzinare una tale quantità di energia
peserebbe circa 250 kg. E’ necessario, pertanto, ridurre
drasticamente il peso delle batterie e il loro prezzo. Anche
fra diversi anni, simili batterie costerebbero tra gli 8 e i 12
mila euro, più o meno il prezzo di un’auto compatta. Questi
costi non potranno diminuire se le batterie continueranno
a essere prodotte in volumi ridotti da molti costruttori
escludendo così di fatto le economie di scala. Bosch sta
sviluppando tecnologie per i veicoli ibridi, che rappresentano
il ponte verso l’auto elettrica e all’inizio del 2010 verrà
avviata la prima produzione in serie. Ad oggi, sono oltre
400 i collaboratori impegnati presso la Hydrid Systems
Project Unit, il centro di competenza Bosch che si occupa
dello sviluppo e dell’integrazione dei motori ibridi. Nei
prossimi cinque anni, la joint venture Bosch-SB LiMotive,
nata dalla collaborazione con Samsung SDI, avrà a disposizione
un budget di 500 milioni di euro ed è da notare
che Bosch è l’unico fornitore di tecnologie di propulsione
direttamente coinvolto in una joint venture per produrre
batterie agli ioni di litio, che prevede di lanciare a partire
dal 2011. “Indipendentemente dagli sforzi per sviluppare
soluzioni per la propulsione alternativa, il motore a combustione
interna resterà la tecnologia dominante anche nei
prossimi vent’anni”, ha sottolineato comunque Bohr. L’ulteriore
sviluppo dei motori diesel e benzina è il modo più
rapido per ridurre efficacemente i consumi di carburante
e le emissioni di CO2, in linea con le più rigide politiche
internazionali in materia di conservazione delle risorse e
lotta ai cambiamenti climatici. Il risultato è la possibilità di
trasformare un’auto diesel di classe media in una vettura a
bassissimo consumo (meno di 3 litri/100 km, con emissioni
di anidride carbonica inferiori a 99 g/km). Grazie a consumi
più ridotti, i costi aggiuntivi per motori più complessi
possono essere recuperati nell’arco di tre anni. In merito
alle vetture che verranno prodotte, a livello mondiale, da
oggi al 2016, Bosch prevede che la motorizzazione diesel
aumenterà leggermente (passando da un 25% a un 28%)
ma rimanendo pressoché invariato nel Vecchio Continente
per crescere, invece, nei mercati emergenti dell’Asia. E la
proposta avanzata dal Presidente Obama (imporre limiti
più severi sulle emissioni) suggerisce che il diesel crescerà
ulteriormente anche negli Stati Uniti. Interessanti sono,
poi, gli sviluppi previsti per il motore benzina. Entro il
2016, i propulsori a iniezione diretta triplicheranno di
numero ed equipaggeranno il 16% di tutti i veicoli prodotti
globalmente. Questa tecnologia sta diventando sempre più
diffusa, specialmente in Europa occidentale, Giappone e
Corea perché la combinazione dell’iniezione diretta con
la sovralimentazione mediante turbocompressore rende
possibile la realizzazione di motori compatti ma ad elevata
efficienza. “Una cosa è certa,” ha concluso Bohr, “la strada
verso un motore a combustione interna più efficiente è nelle
nostre mani.”
