
Anche nella scelta dei ricambi, il detto chi più spende
meno spende racchiude una grande verità. Non è, però,
sempre facile farlo accettare all’automobilista che,
spesso, tende a richiedere componenti tra i meno costosi,
sottovalutando fattori come l’economicità di utilizzo della
vettura, l’affidabilità e anche, a volte, il rispetto della
normativa. Il compito di sensibilizzare il consumatore
sui vantaggi assicurati dall’utilizzo di ricambi di qualità
identica a quella del primo equipaggiamento è, quindi,
tutto sulle spalle di ricambisti e autoriparatori. Un valido
aiuto per tutti gli addetti ai lavori che non intendono
accettare compromessi né sulla qualità né sulla propria
professionalità, può però provenire da Formula, che
spesso fornisce argomentazioni e dettagli per valutare
la qualità dei ricambi e per poter argomentare nel modo
migliore agli automobilisti. Sui numeri precedenti sono
stati esaminati filtri aria, olio e carburante, polverizzatori
diesel, misuratori massa d’aria e molto altro ancora.

Oggi, su questa pagina sono riportate le indicazioni di
Fabian Ratto, (Product Marketing Manager Automotive
Aftermarket) che, da buon conoscitore del settore, fornisce
alcuni suggerimenti per sensibilizzare l’automobilista sul
tema, ponendosi contemporaneamente dalla sua parte per
aiutarlo a economizzare nel medio-lungo periodo.
Come si riconosce un ricambio di qualità?
R. “I tecnici, seguendo le indicazioni che forniamo, sono
in grado di valutare la qualità di un componente ma, in
genere, è da considerare che i ricambi proposti da chi
fornisce il primo equipaggiamento offrono maggiori
garanzie di qualità. Questo vale soprattutto per Bosch: ogni
nostro ricambio soddisfa, o addirittura supera, i requisiti
imposti dalle case auto per il primo equipaggiamento,
offendo quindi la migliore qualità reperibile sul mercato.
Tutto questo è noto alla maggioranza dei professionisti
del settore, ma occorre ricordare che solo raramente
l’automobilista ne è a conoscenza e, pertanto, un piccolo
investimento di tempo per ribadire questi concetti è
sempre utile.”
Le prestazioni di un motore possono variare nel tempo?
R. “Gli attuali sistemi di motormanagement sono molto
più affidabili e performanti dei vecchi carburatori, ma
essendo anche molto più evoluti e sofisticati, richiedono
una corretta manutenzione periodica e interventi
professionali per conservare le migliori prestazioni in
termini di consumi e di emissioni. Qui, a giocare un ruolo
determinante sono da un lato i classici componenti come
le candele per i motori benzina oppure i filtri dell’aria e
del carburante, dall’altro anche particolari che rivestono
grande importanza. Mi riferisco a vari sensori come il
misuratore massa d’aria e la sonda lambda, oggi presenti
sia nel motore benzina che in quello a gasolio. Tutti questi
componenti, sempre più spesso specificamente sviluppati
per determinati veicoli e studiati come sistema per
funzionare al meglio, necessitano di essere pienamente
efficienti, pena la compromissione delle performance
di tutto il sistema a cui appartengono. Andare incontro
alla richiesta di risparmio dell’automobilista, sulla base
della sua percezione dell’importanza dei componenti e
senza un opportuno approfondimento, rischia in realtà di
trasformarsi in una pessima iniziativa che alla lunga non
paga: risparmiare sul singolo componente può rendere del
tutto inefficace la spesa che si affronta su altri componenti,
ritenuti, a torto, più importanti.”
Come va quindi consigliato un automobilista attento
a un giusto risparmio?
R. “Non certo suggerendo ricambi dallo scarso livello
qualitativo. Ricordate la pubblicità dell’anticalcare per
lavatrici? Recita: ...quelli economici non li raccomanda
nessuno… Oltre ad essere così anche per i ricambi, si
tratterebbe di un falso risparmio perché, nel tempo, per
questioni di funzionalità e di affidabilità, si incapperebbe
sicuramente in maggiori spese per il carburante, oltre a
rischiare danni al motore. Soprattutto in questo periodo,
il crescente costo del carburante sensibilizza in modo
rilevante l’automobilista, dando quindi all’officina
un’interessante opportunità per promuovere e sostenere
l’installazione di prodotti di alta qualità. Faccio un esempio
riferito ai misuratori massa d’aria non originali Bosch,
per intenderci quelli di provenienza cinese… Accurati
test hanno dimostrato che con l’impiego di questi sensori
in luogo degli originali, il consumo può salire anche del
20%. Se un’auto diesel consuma mediamente 6,5 litri
ogni 100 chilometri e percorre 30.000 km/anno, con il
carburante che oggi costa 1,50 €/litro, a fine anno un
consumo superiore del 20% rappresenterà un extracosto
di circa 585 Euro. Gli esperti del settore sanno bene che
questa cifra può rappresentare più del doppio del prezzo
del componente originale Bosch e all’automobilista farà
piacere sapere che dopo un anno il risparmio equivarrà
circa a un pieno gratis ogni sette... Lo stesso discorso può
essere affrontato per la sonda lambda, i filtri aria e i filtri
carburante. Ognuno di questi componenti ha un effetto
rilevante, a volte a cascata, sulle prestazioni del veicolo e
sui costi di spostamento. Senza contare che, componenti
usurati o non originali come quelli in questione, non
sono assolutamente in grado di far rispettare i sempre
più selettivi valori previsti per le emissioni, mettendo
rapidamente l’automobilista fuorilegge e, in caso di
contestazioni, rischiando di fargli perdere ogni fiducia
nell’officina. Vale la pena di mettere in gioco così tanto?”