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Editoriale
Gli avvenimenti del mondo ci coinvolgono. Anche se New-York sembra mille miglia lontana dalla nostra quotidianità, abbiamo purtroppo sperimentato che non è così. I riflessi sociali ed economici di azioni per noi incontrollabili, possono impattare in modo sostanziale anche sulla nostra attività lavorativa e sulla nostra vita. Si è tanto parlato, ultimamente, di globalizzazione e sovente questa parola è stata connotata in modo negativo: come l'avidità del potere economico di allargare sempre più i suoi orizzonti. Il profitto incondizionato diventa la regola, un profitto però senza etica. Robert Bosch è stato un pioniere con una visione prospettica della storia che, oggi più che mai, è ricca di insegnamenti. E' difficile credere che quanto accaduto negli ultimi decenni non sia mai avvenuto prima, nei duemila anni precedenti. Cambieranno la forma, le modalità, ma la sostanza si è già mostrata in passato. Robert Bosch lo intuiva ed ecco che, già dopo pochi anni dall'inizio della sua attività, apre ai mercati esteri in un'Europa ancora molto divisa, con mentalità ed economie molto diffrenti. Globalizzazione ante-litteram. E in quanto all'etica? E' inutile ricordare che circa il 92% del capitale della Robert Bosch GmbH è detenuto da una Fondazione che pone tra i suoi obiettivi la tutela della salute, l'assistenza sociale, la formazione, l'educazione e la comprensione tra i popoli. Tutto ciò è, oggi, ancora più attuale. E noi come possiamo contribuire all'evoluzione di quanto ci circonda? Anche la nostra quotidianità, il nostro lavoro in officina o tra gli scaffali di ricambi ha un valore e un peso. E' necessario ora più che mai non fermarsi, continuare con coraggio sulla via intrapresa: il nuovo programma Bosch Car Service ne è un esempio. Solo lavorando sodo, con onestà e lungimiranza potremo sperare in un mondo di pace. Rimbocchiamoci allora le maniche e ritorniamo tutti al lavoro con rinnovata energia.
Pietro Paolo Patat
pietropaolo.patat@it.bosch.com
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