Si marcia in autostrada con una fiammante BMW Serie 7, equipaggiata con l'ACC (Adaptive Cruise Control); velocità di crociera attestata sui 130 Km/h. La vettura che precede rallenta e segnala con la freccia l'intenzione di uscire al prossimo svincolo. Anche la Serie 7 rallenta, ma senza alcun intervento da parte del guidatore. Procede alla stessa velocità della vettura che ha davanti fino a che questa non abbandona la corsia di marcia. Poi, come d'incanto, riprende velocità fino a stabilizzarsi nuovamente sui 130 Km/h. Se fosse stata su una autostrada tedesca, dove esistono tratti senza limiti di velocità, probabilmente l'ACC avrebbe svolto queste funzioni, impostato però dal conducente sui 180 Km/h. Cuore del sistema ACC è un piccolo sensore dall'aspetto inconsueto, denominato SCU (Sensor Control Unit), che racchiude in sé "radar" e centralina. Questo sensore registra, fino a 100 metri di distanza, la presenza di un altro veicolo e adegua automaticamente la velocità della vettura, agendo su freni e motormanagement. I sensori dell'ESP forniscono alla centralina informazioni sulla direzione del veicolo, per poter così selezionare quali tra i veicoli registrati dal radar devono essere presi in considerazione per adeguare la velocità. L'ACC introdotto da Bosch è un componente importante per la sicurezza, che prelude la naturale evoluzione verso una guida automatica degli autoveicoli. Dopo l'introduzione e, a breve, l'obbligatorietà dell'ABS, dopo la diffusione dell'ESP, a quando l'Adaptive Cruise Control sulle vetture di tutti i giorni?

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