Secondo Kim, fin dalla rivoluzione industriale, le aziende si sono sfidate per conquistare vantaggio in un affollato oceano rosso di competitività, colmo di rivali che lottano per differenziarsi. In questo modo, le imprese hanno messo in pratica una strategia che difficilmente è in grado di generare uno sviluppo vantaggioso: lo spazio di mercato è, infatti, affollato e le prospettive di profitto e di crescita si riducono.
Per abbandonare questo oceano rosso, Kim ha elaborato la
Strategia Oceano Blu, che identifica le prospettive di crescita che le aziende avrebbero se operassero senza alcuna concorrenza, in uno spazio di mercato incontestato, dalle possibilità illimitate, come quelle di un
oceano blu. La teoria, applicabile da qualsiasi azienda, sostiene che ogni impresa deve darsi da sé delle regole capaci di aprire mercati incontrastati, in cui la crescita è garantita, cercando punti in comune tra clienti e “non-clienti”, come base per creare una domanda di massa e ingenti profitti.
Strategia Oceano Blu porta un messaggio carico di ispirazione: il successo non dipende dalla concorrenza spietata né da costosi budget di marketing e R&S, ma da mosse strategiche brillanti, fruibili da qualsiasi azienda.