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Elogio del salvavita

Elogio del salvavita

Forse fate parte anche voi delle migliaia di italiani che trascorrono le notti dei week-end nella trepida attesa di una porta che si apre e di un figlio che torna dalle interminabili serate in discoteca. Forse vi affidate alla buona stella o, se siete credenti, a una preghiera sottovoce. Ma c’è qualcosa di più che potete fare per vedere questi ragazzi rincasare sani e salvi: dar loro un’auto in ordine, con le gomme a posto, cinture (da allacciare davanti e dietro), fari e freni che funzionano. E…sì, c’è qualcosa ancora che queste macchine dovrebbero avere: si chiama controllo elettronico della stabilità, un dispositivo conosciuto commercialmente con molte sigle, tra cu i la più nota è Esp. Purtroppo costa parecchi soldi, troppi, tra i 500 e 600 euro, ma la sua efficacia è straordinaria. A che cosa serve? Se l’auto inizia a sbandare, l’Esp interviene riducendo la potenza del motore e frenando le singole ruote in modo mirato. Una medicina ideale per prevenire soprattutto i cosiddetti incidenti singoli, quelli in cui l’automobilista fa tutto da solo, perdendo il controllo dell’auto e andando a sbattere chissà dove. Guarda caso, proprio la dinamica che sta dietro alle cosiddette stragi del sabato sera, che costano la vita a tanti giovani.

Siamo sempre restii a consigliarvi optional costosi, ma non è sulla sicurezza che bisogna risparmiare e qui ci sono studi molto seri a rafforzare la convinzione che i collaudatori e giornalisti di “Quattroruote” si sono fatti dieci anni di prove (i primi ESP sono del ’95): l’Agenzia federale per la sicurezza stradale degli Stati Uniti ha svolto una grande indagine scoprendo che, se tutte le automobili circolassero con questo dispositivo, in America si avrebbe ogni anno 7 mila morti in meno, dato che il pericolo di sbandate e uscite su di strada si riduce del 42%. A conseguenze analoghe sono giunte ricerche finanziate in tutto il mondo da ministeri, grandi compagnie di assicurazione e primarie case automobilistiche. Non a caso in Germania il ministro dei Trasporti ha proclamato il 2005 “Anno dell’ESP”.

Ora “Quattroruote” si fa promotore di una battaglia per diffondere questo salvavita in Italia. Chiedendo ai costruttori di abbassare i prezzi e ai concessionari di far conoscere i grandi pregi di questo dispositivo, tuttora completamente assente dalle utilitarie, ritenute le auto più a rischio proprio perché guidate da ragazzi principianti o da giovani donne spesso distratte dai figlioletti a bordo. Qualcuno ci accuserà di tirare la volata a chi l’Esp lo produce? Pazienza, ci basta contribuire a evitare anche un solo incidente per sopportare senza problemi le più malevole delle insinuazioni. Parlano per noi le tante campagne civili che questo giornale ha fatto, dai tempi di Gianni Mazzocchi in poi, per rendere più sicure le nostre strade.


Mauro Tedeschini
Direttore Quattroruote

Pochi lo conoscono, quasi nessuno lo acquista.
Eppure l'ESP, il controllo elettronico della stabilità, dopo le cinture è il più efficace dispositivo per la sicurezza.
Pensateci.
 
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